07 Set 2010 23:43

   Benvenuto Ospite

 
Menu



 
CHI LA DURA, LA VINCE, LA STORIA DI NORTON, GODO' E GEMMA
Inserito Lunedì, 04 Febbraio 2008 - 18:05



                              

Godò e Norton, fino ad un anno fa erano cani “fantasma”, che esistevano negli elenchi del canile, vanivano visti di sfuggita dagli operatori, ma non da tutti, rimanevano rintanato nella cuccia ed era tanto che si potessero osservare, da lontano, mentre addentavano il cibo nella ciotola, guardandosi attorno terrorizzati da tanta “esposizione”.

Esaminando i casi da sottoporre a specifici protocolli comportamentali, questi nomi erano in cima alla lista, Gemma aveva ben nove anni di permanenza al canile, Godo’ e Norton, rispettivamente, quattro e tre, se non da considerare disperati, erano in ogni modo casi difficili, ma bisognava comunque dover fare qualcosa per loro, era troppa la pena di vedere tanto terrore nel loro comportamento e nei confronti di persone che li amavano.

Devo confessare che non è stato facile convincere tutti che gli sforzi in termini di tempo, d’impegno, ma anche finanziario, dovevano essere portati avanti per molto tempo.

Il recupero comportamentale è un impegno giornaliero che si protrae per mesi, prima di poter apprezzare un minimo miglioramento, a volte, si riesce a fare un passo avanti, ma che è seguito, magari, da due indietro.

Molte volte siamo stati in procinto di desistere, essere a conoscenza che non sempre benevoli critiche vengono a questo cambiamento di considerazione del cane, da soggetto da curare fisicamente, ma curarli psicologicamente è tutt’altra cosa, nel comune sentire, anche dai protezionisti.

Pesantissimi attacchi che è impossibile dimenticare, hanno, non solo rischiato di affossare questa “svolta”, ma addirittura la sopravvivenza della stessa associazione, con motivazioni diverse, ma comunque sempre illogiche, tendenziose e personali.

In un solo caso, quello di Norton, è stata decisa, col veterinario comportamentalista, una terapia farmacologica, una prima scelta, è stata abbandonata dopo due mesi poiché non si erano ottenuti risultati, benché minimi.

In tutti e tre sono state utilizzate miscele di fiori di Bach, piccoli, ma significativi ed apprezzabili, hanno avuto la loro affermazione.

Il recupero comportamentale classico, applicando la desensibilizzazione ed il controcondizionamento, è stato alla base del successo del programma.

Non sempre si sono potute applicare con costanza e con assoluto rispetto dei protocolli, per dirne una tra tante, la tranquillità da assicurare ad un soggetto che ne ha necessità è alquanto aleatoria, lo stesso accudimento dei soggetti, le pulizie dei box, da parte di più persone, l’agitazione dei soggetti presenti negli altri box, le visite e le passeggiate, rendono il canile, l’ultimo posto “ideale” per una simile azione.

Confesso che molti sono stati i giorni neri, pochi e lentissimi i progressi che soli, potevano darci la spinta necessaria.

Quello che sono state, a mio parere, vincenti, sono stati l’ostinazione e l’assiduità, compatibilmente con i propri impegni, che si è riusciti a dimostrare, prima a se stessi, poi agli “altri”.

A monte della situazione dei nostri amici a quattro zampe, è sicuramente rilevabile a livello genetico, tutti e tre i soggetti, sono cani da caccia, da seguita, ontogeneticamente hanno avuto una mancata socializzazione secondaria, probabilmente associata a proprietari che sono riusciti solo a peggiorare il loro stato.

Non si sono mai dimostrati aggressivi anche nel loro terrore estremo, anche messi alle strette non hanno mai usato segnali d’attacco e/o insofferenza, non erano stati abituati neanche a portare un collare, erano spaventati dal movimento delle mani, anche se le distanze di sicurezza venivano in qualche modo rispettate, anche il timbro di voce era in grado di farli fuggire, portandoli, magari, a schiantarsi contro il recinto.

Ora Gemma e Godò, vanno volentieri a passeggio, la prima non vuole allontanarsi troppo dal suo canile-rifugio (mai termine fu più esatto), è molto minuta ed è molto freddolosa, Godò, durante le sue escursioni accompagnate, passa gran parte del tempo a raccogliere informazioni odorose dall’ambiente in cui transita, nel miglioramento ha molto ha sicuramente influito il piacere che dimostra nel ricevere bocconcini premio, accorgimento che è stato utilizzato con dovizia.

Ora Norton, Godò sono ospitati assieme a Dora, altra storica presenza ed alla quale è bastato, al momento cambiare alcune “amicizie” di box, per ottenere dei risultati apprezzabili in termini d’interattività.

A Norton, al momento del suo trasferimento dal box singolo è stato messo un collare DAP, sicuramente contribuirà ad aiutarlo nel cambiamento, mentre prosegue con la terapia farmacologica, se ne valuterà l’eventuale sospensione


 

CHI LA DURA, LA VINCE, LA STORIA DI NORTON, GODO' E GEMMA | Login/crea un profilo | 0 Commenti
I commenti sono di proprietà dei legittimi autori, che ne sono anche responsabili.

Login

 Nickname

 Password

 Ricordami


Non hai ancora un account?
Registrati subito.
Come
utente registrato potrai
cambiare tema grafico
e utilizzare tutti i servizi offerti.


Cerca


Forum