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LA SCIMMIETTA ED IL CUCCIOLO
Inserito Giovedì, 14 Giugno 2007 - 10:31

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IL LUPO E L'ASINELLO
Inserito Mercoledì, 13 Giugno 2007 - 11:43

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LA PRESUNZIONE ............... LA SCONFITTA!
Inserito Lunedì, 14 Maggio 2007 - 18:39

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E' SOLO QUESTO CHE SAPPIAMO DARE AI NOSTRI COMPAGNI NON UMANI?
Inserito Venerdì, 20 Aprile 2007 - 09:17

Il cane buon cittadino oppure il buon cittadino con il cane?

 

Come in altre parti d’Italia, anche in Trentino, provincia che non è stata neanche sfiorata dall’idea, come tutte le altre Regioni italiane di approfittare della legge quadro nazionale sul randagismo (legge 181 del 14 agosto 1991), per legiferare veramente a favore degli animali, almeno nei maltrattamenti, è arrivata l’idea di importare il progetto “cane buon cittadino”.

L’assessorato Berasi era stato informato adeguatamente sui presupposti, a mio parere, errati di una tale impostazione, ma bollato quale “baruffante”

Cercherò di affrontare sotto diversi aspetti  e per ciascun punto spero di riuscire a far comprendere, non solo i madornali errori concettuali insiti nel progetto, ma, quale cittadino, anche i fumus che si alzano dal punto di vista di correttezza deontologica.

Voglio dare un taglio che va al di là delle mie interpretazioni, per cui per le tesi non personali, riporterò, una bibliografia, possibilmente esaustiva.

 

a)                  critiche generali

b)                 critiche delle basi scientifiche

c)                  critiche su basi zooantropologiche

d)                 critiche bioetiche

 

 

 

a)      CRITICHE GENERALI

 

Il progetto “Cane buon cittadino”, nasce negli Stati Uniti, e come tutte le cose che provengono da quel grande Paese è stato copiato tal quale anche in Italia e, siccome è un’idea che rende danaro, è stato protetto da copyright, così come le varie altre definizioni tipo “Buon cittadino a quattro zampe”, etc.

Faccio notare che alcune delle prove previste per il conseguimento del patentino sono tratte pari pari dal protocollo utilizzato dai canili americani per lo screening dei soggetti da sottoporre ad eutanasia, che oltre il 90% dei cani non riesce a superare e quindi ci si scarica la coscienza per sottoporli a soppressione eutanasica.

Cito, ad esempio, l’annotazione tra gli aspetti che portano all’uccisione legalizzata, la risposta ad un rumore improvviso (la caduta di una ciotola d’acciaio), se il cane si spaventa, la sua sorte è segnata.

Nei tantissimi anni in cui mi sono occupato di protezionismo, non ho mai avuto modo di trovare una coalizione così forte e coesa. Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Ordine dei veterinari, addestratori, clown e ballerine, tutti alla corte del cane, tutti a favore del cane, tutti per il bene del cane, mentre divieti, sanzioni, obblighi, balzelli, avvelenamenti, uccisi a pistolettate o con la roncola, maltrattamenti, non hanno mai come ora, colpito i cani ed i loro i proprietari.

I comuni da parte loro stanno rendendo invivibile in rapporto uomo cane, i giardini sono proibiti per i cani, non certo per la loro pericolosità (presunta), ma perché alcuni proprietari sono maleducati, educhiamo il cane ad essere buon cittadino o è necerrario riprendere daccapo la cosiddetta educazione civica che ai miei tempi si studiava nelle scuole.

Il dubbio allora è: cosa può riuscire a mobilitare cotanta forza sociale, chi ha fatto il miracolo di rendere migliore il rapporto uomo-animale, solo la concomitanza di interessi diversi e diversificati: le vicine elezioni, il rampantismo di qualcuno e l’interesse economico dei più.

Quanti cittadini non avranno la possibilità di sottoporsi a questa spesa, il tempo necessario per frequentare, ecc.,

I cani che non vengono portati in città e che quindi non avranno bisogno di alcun patentino,  e non tenendo conto di un piccolo particolare, nei vari articoli di cronaca che riferiscono di aggressioni con seri danni alle persone, ultimi il caso di Parma dei due cani pastore sardi e dei due rott weiler di oggi, sono proprio relativi a cani che sono custoditi e accuditi in maniera tale da renderli effettivamente pericolosi, non ho mai letto di fatti di cronaca nera che abbiano riguardato cani al guinzaglio, condotti da persone anziane o da cittadini educati.

Di qui la necessità di indirizzare l’educazione alla convivenza civile, alle persone e non ai cani

Chi pagherà le Commissioni d’esame, saranno onorarie o, prossimamente assisteremo ad un intervento finanziario pubblico ad hoc?

I titoli degli esaminatori come saranno vagliati, in base alla laurea, al diploma, all’attestato o alle reali capacità e chi, eventualmente sarà chiamato a vagliare tali requisiti?

Sarà il famoso volano per l’economia provinciale quello di far guadagnare sul fumo di un progetto, professionisti di ogni ordine e grado i cui requisiti sono quelli di essersi aggregati al carro?

 

 b)      CRITICHE SCIENTIFICHE

 

I test, ma soprattutto i risultati che con questi, possono essere raggiunti, naturalmente sono stati messi al vaglio, criticamente da parte di scienziati ed esperti di tutto il mondo e sono giunti alla conclusione che il superamento delle prove così come sono state importate non danno alcuna certezza scientifica dei risultati, in quanto a) dal 10 al 15% dei cani che avevano superato l’esame, hanno in seguito dimostrato caratteri di aggressività nei confronti delle persone, un numero preoccupante, ma non basta la stessa idea del test è di per sé inapplicabile al cane.

Il cane infatti contestualizza, cioè assume un atteggiamento e dei comportamenti diversi a seconda del luogo, ma anche delle persone con cui l’interazione avviene, quindi il nostro beniamino può benissimo sopportare un bambino quando è a guinzaglio con il suo padrone, ma può tranquillamente assalire lo stesso bambino perché gli tira il pelo, gli lancia i tipici urletti, o addirittura si mette a correre.

E se quella volta ai giardinetti, invece che con il suo proprietario ci va con altra persona? E’ sicuro un comportamento sicuramente diverso.

Altro esempio tipico, il cane con l’addestrare al campo impara a non tirare al guinzaglio, in città o in campagna assume tutt’altro comportamento.

A questo punto è giunto il momento di risolvere un problema di fondo che permea tutto il progetto:

 

1)     vediamo il nostro compagno, o meglio, i nostri amministratori vedono il cane come una macchina? Ritornando all’illustre Cartesio? Sicuramente sì, lo sottoponiamo a revisione come le automobili,controlliamo i suoi gas di scarico (si fa per dire!), registriamo gli iniettori, gli mettiamo un bel filtro antiparticolato e gli consentiamo di entrare in centro.

2)     Ritenendolo una macchina gli diamo noi, la possibilità e l’autorizzazione, non solo ad entrare in centro o nei giardini pubblici, ma gli consentiamo anche di entrare nei negozi, altra millanteria, non è possibile. Probabilmente arriveremo che il cane buon cittadino, usufruirà di sconti per la toelettatura, per il cibo, per gli accessori e con la liberalizzazione delle professioni, vedremo sconti anche da parte di sanitari, avvocati, trasporti pubblici, etc., ma a spese di chi.

 

E’ quindi fin troppo chiaro il progetto zootecnico-cartesiano: rendere l’animale il più possibile un essere che non interferisca con la nostra vita di umani e, per realizzarlo, chiediamo a lui, essere senziente non umano di adeguarsi a nascondere la sua caninità, gli appuntiamo al collo una medaglia ed al suo padrone un distintivo che lo elevi tra noi poveri umani che mai sottoporremo il nostro animale alla berlina, ma anche che lo contraddistingue da quella massa di incapaci, di poveracci, di barboni che non anno il cane DOC, sebbene si tolgano veramente il pane di bocca per tenerli con sé in modo decoroso.

 c)      BASE ZOOANTROPOLOGICA

 La zooantropologia è una scienza.

Il termine, sebbene abbia precisi significati, viene quasi sempre utilizzato a sproposito, ritenendolo un elastico, ognuno lo tira dalla propria parte, approfittando proprio del fatto che è una parolona che comunque riempie la bocca e le orecchie, che pochi sanno effettivamente di cosa si tratta.

Per avvalorare tesi astruse, personali, ascientifiche, viene spesso tirato in ballo per celare l’assoluta ignoranza e per darsi arie da erudito.

Mi permetto di riportare il concetto di Zooantropologia come espresso dal “padre” della stessa, il prof. Roberto Marchesini:

La Zooantropologia, non è pertanto semplicemente un'area tematica o un focus di ricerca interdisciplinare, ma un nuovo modo di concepire:

 * l'incontro tra l'essere umano e l'animale non umano

 * l'ordine di contributi che l'uomo può ricevere dalla partnership con l'animale.  

Quindi, permettendomi di banalizzare, la visione di una vera e propria “convivenza”, nell’essenzialità della parola stessa e dei benefici reciproci che ne derivano.

Lontanissima, anzi, antitetica appare la visione cartesiana e zootecnica dell’animale.

Quanti cittadini del Trentino vedono il proprio animale in questa ottica!

Nello specifico caso del Cane Buon Cittadino non si favorisce l’interscambio tra esseri diversi, ma in certo qual senso complementari, ma categorizziamo il cane come soggetto problematico o portatore solo di problemi, bisognoso non di affetto e di rispetto, ma di essere conformizzato, tipo macchina, impianto di produzione o di servizi, al quale come accade appunto per automatismi, impianti produttivi e servizi, vogliamo richiedere la conformità a fantasiose nuove norme ISO.

Si parla spessissimo, ma molte volte a sproposito del rapporto, della coppia uomo-cane, uomo animale, come di una realizzazione auspicabile, anzi da consigliare.

Prendo ancora una volta in prestito un esempio che il Prof. Roberto Marchesini, nelle sue lezioni cita spesso per far comprendere alcune importanti differenze, non proprio ininfluenti, quando scendiamo nella realtà delle cose.

La parola coppia, di per sé, indica un insieme di due cose, quindi una coppia di uccellini, una coppia di lampade, una coppia di persone, ma non indica la vera relazione esistente tre le due entità.

Stessa cosa con rapporto, possiamo intendere, nel caso dell’umano, un rapporto sessuale, un rapporto di coppia, un rapporto d’amicizia ed altro. L’importante in questo caso è di chiarire cosa intendiamo con rapporto, è una reificazione, cioè  lo valutiamo come un uso dell’altro, ad esempio la prostituzione, in cui esiste una coppia, esiste un rapporto, ma non esiste uno scambio affettivo, oppure intendiamo il rapporto di coppia come un’integrazione del proprio essere con un altro essere, una condivisione di affetti reciproci e diversi, tendenti al miglioramento di ciascuno, senza interesse alcuno, se non quello di essere uno per l’altro.

La zooantropologia è nata per studiare, interpretare, studiare questi rapporti che non vedono nell’altro una cosa, un momento, un’occasione da sfruttare a proprio uso e consumo, il termine empatia, è fondamentale in questa disciplina.

Quello che ritengo importantissimo è la chiarezza, qualsiasi progetto non porta in sé germi buoni o cattivi, l’importante è essere onesti, chiari e senza voler necessariamente invadere campi sconosciuti, al solo scopo di alzare cortine fumogene.

Se vogliamo parlare del rapporto uomo cane, intendiamoci almeno sui termini, siamo chiari su quali sono gli obiettivi e non mescoliamo sacro con profano, non vi saranno polemiche, almeno concettuali.

 

Con queste tre puntate, di una storia che, purtroppo intravedo, infinita, spero essere riuscito a farmi comprendere da quelli che hanno avuto la cortesia di leggermi, ed insieme ai cittadini che hanno espresso la loro disapprovazione sulla stampa, aver dimostrato che non tutti hanno portato il loro cervello, all’ammasso, ponendo problematiche sociali, scientifiche ed applicative degne i essere ascoltate e auspicabilmente condivise.

BIRILLO

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